La "Buona scuola" di Renzi? #megliolaLip!

Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica

Confronta Lip e labuonascuola

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La Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica (LIP) e la “Buona Scuola” di Matteo Renzi

Confronto sintetico per punti

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Genesi

E’ una proposta di legge già presentata in Parlamento, si chiama: “Norme generali sul sistema educativo d’istruzione statale nella scuola di base e nella scuola superiore. Definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di nidi d’infanzia“. È stata depositata alla Camera, per la prima volta, nel 2006. E’ stata ripresentata in questi ultimi due mesi sia alla Camera che al Senato, sottoscritta da parlamentari di diverse forze politiche; volendo, potrebbe essere discussa da subito.
Può essere letta integralmente, sostenuta nel suo percorso “adottandola” e commentandola qui:
http://adotta.lipscuola.it/

E’ un “rapporto” che indica alcune proposte, si chiama: “La buona Scuola”. È stato presentato in una conferenza stampa nel settembre 2014.
Può essere letto integralmente, “giudicato” e commentato fino al 15 novembre 2014 qui:
https://www.labuonascuola.gov.it

Principi

La proposta afferma i principi costituzionali del pluralismo culturale e della laicità, della formazione democratica dei cittadini, del perseguimento dell’uguaglianza dei cittadini e della partecipazione democratica al governo della scuola.

In essa non ci sono riferimenti ai principi costituzionali.
La proposta si ispira a logiche di mercato volte a differenziare le scuole ed a mantenere le disuguaglianze, limitando peraltro con un modello aziendalista la libertà di insegnamento.

Finalità

Riconosce alla scuola statale la funzione istituzionale che la Costituzione le assegna per garantire un effettivo diritto allo studio e realizzare condizioni di uguaglianza per tutti.

Si concentra sui docenti e la loro carriera, proponendo un sistema di scuole-azienda al di fuori di un modello culturale nazionale con un conseguente degrado complessivo.

Metodologia didattica

Si definisce la pratica scolastica come un’alternanza di lezioni frontali, attività laboratoriali, momenti ludico-educativi, lavoro individuale e cooperativo, organizzazione di scambi culturali tra istituti e con scuole di altri Paesi, interventi educativi aperti al territorio.

Si punta soprattutto sulle tecnologie per la comunicazione

Apertura al territorio

E’ favorevole all’apertura delle scuole oltre l’orario curricolare.

E’ favorevole all’apertura delle scuole oltre l’orario curricolare.

Organici

Prevede l’assunzione di tutti i docenti necessari per coprire i posti vacanti e la creazione di organico aggiuntivo per la lotta alla dispersione e all’abbandono scolastico, per il sostegno all’integrazione degli alunni con disabilità, per l’alfabetizzazione degli alunni migranti.

Prevede di assumere 148.100 precari nel settembre 2015 (ciò era già indicato dalla legge europea) sostanzialmente per far fronte alle supplenze.

Scuole pubbliche e private

La legge disciplina l’offerta scolastica statale ai sensi degli art. 33 e 34 Costituzione.

Vengono messe sullo stesso piano le “Scuole pubbliche statali e paritarie.” Omettendo che queste ultime sono per la grande maggioranza a gestione privata e prevedendo la detassazione delle spese per le rette.

Reperimento delle risorse per il funzionamento

Le scuole sono Istituzioni finanziate dalla fiscalità generale.

Le scuole devono reperire fondi sul mercato vendendo prodotti o servizi attraverso la costituzione di fondazioni in collaborazione con imprese e privati.

Risorse pubbliche e investimenti privati

Investire il 6% costante del PIL da destinare all’istruzione pubblica (come da media degli altri Paesi OCSE); richiamando l’articolo 33 della Costituzione, prevede risorse pubbliche per le sole scuole statali ed il funzionamento delle scuole private senza oneri a carico dello Stato.

Affermando che “Le risorse pubbli­che non saranno mai sufficienti a colmare le esigenze di investimenti nella nostra scuola.” certifica il venir meno dell’obbligo costituzionale e tende a scaricare sui genitori parte dei costi.

Prevede lo stanziamento di 2,7 miliardi di euro in tre anni e un reintegro solo parziale del fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa da differenziare tra le scuole a seconda della loro valutazione; interventi dei privati tramite un pacchetto di vantaggi fiscali (“School Bonus”, “School guarantee”) e crowdfunding e “Social Impact Bonds”.

Obbligo scolastico

Effettivo obbligo scolastico dai 5 (terzo anno della scuola dell’infanzia) fino ai 18 anni di età

Rimane l’obbligo d’istruzione dai 6 fino ai 16 anni di età.

Integrazione

Indica forme di sostegno per il processo di integrazione scolastica degli alunni con disabilità ma anche per combattere il disagio in tutte le sue forme e per l’ alfabetizzazione e l’integrazione degli alunni migranti.

Parla solamente di sostegno agli alunni con disabilità.

Formazione classi e n° alunni

Indica in 22 studenti il numero massimo consentito (19 in presenza di un alunno certificato).

Non parla di abbassare il numero massimo di alunni per classe rispetto agli attuali valori (a seconda degli ordini da 26 fino a 33).

Carriera e merito

Unicità della funzione docente, senza gerarchie di ruolo; la carriera è materia contrattuale che non può essere stravolta.

Le nuove assunzioni vengono condizionate alla nuova carriera: si parla di abolizione di tutti gli scatti di anzianità e del riconoscimento economico solo a due terzi dei docenti meritevoli dal 2019.

Formazione e valutazione

Prevede l’autovalutazione d’istituto, ma unicamente come processo di miglioramento per rispondere ai bisogni degli studenti, slegato dalla competizione tra scuole.

Prevede l’autovalutazione d’istituto legata alla competizione tra scuole che è funzionale alla concessione di maggiori finanziamenti a chi ottiene risultati migliori.

Programmi

Propone che siano rivisti, in modo condiviso, per rispondere alle esigenze di una società che muta molto rapidamente.

Non prevede la loro ridefinizione.

Informazione e trasparenza

Favorevole alla più ampia informazione sulle attività della Scuola.

Favorevole alla più ampia informazione sulle attività della Scuola; propone un Registro Nazionale dei Docenti che offra indicazioni sulla professionalità del personale e permetta al Dirigente di scegliersi e chiamare i docenti “più bravi”.

Edilizia scolastica

Necessità di un piano straordinario per l’Edilizia Scolastica.

Necessità di un piano straordinario per l’Edilizia Scolastica.

Nidi d’infanzia

I nidi devono essere intesi come un servizio rivolto alla collettività e non come servizi pubblici a domanda individuale.

Non vengono nominati.

Scuola dell’infanzia

Si indica che il terzo anno della scuola dell’infanzia rientra nell’obbligo scolastico e costituisce il livello di istruzione cui hanno diritto tutti i bambini e le bambine di età compresa tra i tre e i sei anni.

L’unica citazione presente fa riferimento a “percorsi di inglese fin dalla scuola dell’infanzia”.

Scuola primaria

Propone il ripristino dell’offerta di due modalità organizzative, quella modulare di 30 ore e il tempo pieno di 40 ore, con le compresenze fra docenti, secondo le scelte espresse dalle famiglie.

Si parla dell’introduzione di specialisti per l’inglese, l’educazione motoria e la musica ma non si specifica se le ore lasciate dai maestri agli specialisti diventeranno ore di compresenza oppure ore di supplenza, se non addirittura riduzione di organico.

Scuola media

Deve offrire due modelli didattici, uno a 30 ore e uno a 36 ore, fatte salve le sperimentazioni a quaranta ore. Si conferma il valore delle compresenze e delle sperimentazioni che permettano, in prospettiva, l’unificazione tra scuola elementare e scuola media.

Viene definita “anello debole” del sistema ma si propone solamente l’ampliamento della lingua inglese.

Scuola superiore

E’ articolata in un biennio unitario ed in un triennio di indirizzo.

Il biennio unitario ha una forte impostazione laboratoriale ed ha un curricolo di base di trenta ore, uguale in tutti gli istituti superiori, a cui si aggiungono sei ore di orientamento. Le attività svolte nelle sei ore di orientamento offrono agli allievi/e un primo approccio alle discipline che caratterizzano gli indirizzi presenti nell’istituto prescelto.

Il triennio delle superiori prevede cinque macroaree: umanistica, scientifica, tecnico-professionale, artistica, musicale.

Prevede il rafforzamento del binomio “scuola – lavoro” come se la scuola fosse funzionale solo alla creazione di lavoratori e non alla formazione di cittadini; prevede un forte intervento, fiscalmente incentivato, delle imprese e fondazioni private del Paese che diventano protagoniste della progettazione della “filiera istruzione – orientamento -lavoro”.

Partecipazione

Propone la valorizzazione degli organi collegiali esistenti con il Collegio dei Docenti presieduto da un docente eletto dal collegio stesso e l’istituzione di nuovi organi: il consiglio dei genitori, il collegio del personale A.T.A e, nelle scuole medie, il consiglio degli studenti e delle studentesse.

E’ piuttosto vaga la composizione dei consigli e le loro attribuzioni; non viene mai nominato il consiglio di classe. Le uniche cose chiare sono che il Collegio dei Docenti perderà parte della sua centralità e che il Consiglio di Istituto avrà la funzione di un vero e proprio Consiglio di Amministrazione, vengono ridimensionati fortemente il ruolo degli organi collegiali e le forme di partecipazione democratica e rafforzato il ruolo del dirigente scolastico che diventa un capo con pieni poteri nei confronti del personale.

Abrogazioni

Propone l’abrogazione delle riforme Moratti e Gelmini e del Servizio Nazionale di Valutazione basato sull’Invalsi, introdotto dal ministro Profumo e reso attuativo dal ministro Giannini.

Non fa riferimento a nessuna abrogazione.

Linguaggio

Usa un linguaggio semplice, educativo ed attento al genere nella convinzione che i concetti passino anche attraverso la scelta delle parole.

E’ di tipo aziendalista, infarcito di inglesismi e sigle a volte neppure spiegati (cosa abbastanza singolare per chi vuole rivolgersi “a tutti”, nonni compresi).

13 comments for “Confronta Lip e labuonascuola

  1. lilia vittori
    8 ottobre 2014 at 12:22

    meglio la LIP

  2. antonio pirrone
    9 ottobre 2014 at 12:48

    Nobile iniziativa. E tra il piano (lip) che si ispira alla Costituzione della Repubblica, e un piano (renzi) affetto da “marchionnite”, un cittadino fornito di media intelligenza, di memoria, di elementare senso civico la scelta è, in modo naturale, incardinata sulla Lip.
    A tempo perso: si visiti il sito “Mr Kipling”. C’è come un copia e incolla, inquietante ma funzionale, della forma (colori, disposizione e corpo dei caratteri etc.) tra il formato del sito e le linee guida del governo.

  3. M. Teresa
    1 novembre 2014 at 21:22

    La scuola è finita ! Già ci sono gli effetti di ciò che sarà. …

  4. Pier Toccagni
    4 novembre 2014 at 9:48

    Per la serie “Come non cambiare niente e crogiolarci all’opposizione”. Inoltre è errato l’approccio. L’opportunità è ora e va colta. Alcuni cambiamenti della Scuola richiedono attuazione, correzione e gestione della legislazione esistente e non nuova produzione che si vada a sedimentare sull’esistente. Anzi il metodo de “La buona scuola” ha il 4 pregi:1) raccogliere dalla periferia una miriade di dati, valutazioni e contributi, anche di “non addetti ai lavori”, saltando quella “burocrazia ossessiva” tanto preoccupata di conservare i propri privilegi da sbagliare i test; 2) organizzarli su un “impianto” predisposto, ma flessibile e adattabile; 3) intervenire per migliorare e correggere l’organizzazione; 4) agire su Leggi e altre normative, avendo chiaro il contesto UE e la semplificazione, quindi con potature e correzioni e rare aggiunte indispensabili. Laddove interviene il legislatore, ben venga il contributo della LIP, per quanto può contribuire

  5. franco
    4 novembre 2014 at 10:24

    Si può anche disprezzare l’approccio di una scuola che prepara al lavoro invece che ad essere buoni cittadini. Non di meno la costituzione all’articolo 1 dice che l’Italia è fondata sul lavoro. Dunque se lo stato non ha l’obiettivo del preparare i lavoratori del futuro disattende al dettato costituzionale. E la valutazione degli insegnanti deve diventare “feroce”. Ho conosciuto troppi incapaci per pensare che fossero solo problemi personali. Nella scuola i problemi degli insegnanti incapaci non viene affrontato.

  6. Anna Schiavi
    6 novembre 2014 at 16:20

    D’accordo su tutto.
    Tranne per il punto sulla meritocrazia: con modalità differenti da quelle proposte dal governo vorrei che fosse più presente pure nel pubblico.

  7. Patrizia
    6 novembre 2014 at 16:24

    Ho letto la ” la buona scuola di renzi” il primo sentimento è stato di colossale presa in giro!!!
    Meglio la LIP.

  8. veronica
    11 novembre 2014 at 21:09

    sono preoccupata perché la scuola è stata destinataria in questi anni di progetti di riforma che non hanno per nulla tenuto conto della realtà quotidiana con cui la scuola fa i conti e dei suoi effettivi bisogni. Mi pare che la buona scuola di Renzi sia solamente funzionale a formare lavoratori. Per il lavoro e i lavoratori ho il massimo rispetto e così per l’art.1 della Costituzione ma è stato possibile scriverlo nella nostra carta fondamentale perché i nostri padri avevano duramente lottato per essere “cittadini” liberi e con uguale dignità, questa conferita sì dal lavoro..

  9. Anna D'Elia
    14 novembre 2014 at 18:19

    A quanto pare, secondo il governo la scuola è solo un’azienda che deve produrre …..
    Secondo la LIP la scuola si fonda sul pluralismo,l’uguaglianza e la trasparenza!!!
    …..La seconda che hai detto!!!
    E un grazie a chi ci ha lavorato su…

  10. anna fiore
    15 novembre 2014 at 16:27

    La scuola italiana deve servire l’utenza: i bambini, gli adolescenti e i giovani. Spesso le leggi perdono di vista l’obiettivo fondamentale. Evitiamo di dare a questa utenza insegnanti e lavoratori della scuola sempre in precaria situazione economica e con poco rendimento nel lavoro. Non rendiamo l’insegnamento un gioco di meriti e demeriti, perché non ne verremo fuori. La formazione di base è importante: formiamo insegnanti capaci di farlo con serenità e non con parole, ma con fatti.Ci vuole una facoltà d’insegnamento e ci si iscrive per diventare insegnanti.Oggi ci iscriviamo all’università per diventare laureati, poi si ripiega sull’insegnamento

  11. ida de simone
    15 novembre 2014 at 23:44

    letto le due proposte di riforma …. molto meglio la LIP

  12. giovanni
    17 novembre 2014 at 16:57

    Non ci si preoccupa dello stato di anarchia e di pressapochismo presente nella scuola. Non possiamo restare più fermi. Nuove assunzioni con concorsi e test psicoattitudinali per tutto il personale, valutazione triennale e riconoscimento del merito per tutti ds, docenti ed ata.

  13. Elisabetta Golinelli
    22 novembre 2014 at 17:41

    Possiamo fare una osservazione interessante: i collaboratori del ministro sono tutte persone con una formazione giuridico-economica, questo fa capire come l’obiettivo prioritario sia quello di risparmiare sulla scuola soprattutto sugli insegnanti

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