La "Buona scuola" di Renzi? #megliolaLip!

Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica

Lo sciopero della scuola spiegato alle famiglie

Cari studenti e cari genitori,adottagiallaicon
vorremmo provare a spiegarvi i motivi che ci hanno fatto scegliere di scioperare il 5 maggio 2015.
Possiamo immaginare che una giornata in cui la scuola è chiusa possa causarvi un disagio ma ci piacerebbe vi fosse chiaro che non siete voi la nostra controparte e non intendiamo mettervi in difficoltà.
Al contrario, vorremmo farvi capire le nostre ragioni e ricordarvi che lo sciopero, oltre che una forma di protesta, è anche un sacrificio per chi vi aderisce.
Infatti quando si protesta non andando al lavoro si perde lo stipendio di quella giornata; quindi chi decide di scioperare è come se pagasse direttamente per manifestare il proprio disaccordo.
Sui volantini dei sindacati potrete trovare i motivi dello sciopero e noi protestiamo per quei motivi ma anche perché crediamo che le proposte del Governo, in discussione in questi giorni, siano contrarie a quelle necessarie a creare davvero una “buona scuola”.

Infatti, se verranno approvate le proposte presentate, il senso della scuola pubblica (così come previsto dalla nostra legge più importante che è la Costituzione della Repubblica Italiana) verrebbe completamente alterato.
In questa lettera non vi parleremo di come potrebbe cambiare il nostro lavoro, ma di come potrebbe cambiare la scuola per le famiglie e per gli alunni.
Vi sarete accorti che, da qualche anno, chi parla di scuola lo fa come se parlasse di un negozio, di un’azienda, di una fabbrica. Ci sono le “offerte” formative, si cerca di “risparmiare” razionalizzando, i responsabili sono i “dirigenti” e non più i presidi, le scuole si fanno “pubblicità” sui giornali, i “profitti” degli alunni sono valutati con i test; perfino il termine “competenza” è spesso avvicinato al significato della “competizione”, cioè di una gara, e non interpretato nel suo senso originario che è “andare insieme” o ancor meglio “arrivare ad uno stesso punto”.
È molto importante fare attenzione alle parole che si usano e che vengono usate, e sarebbe davvero bello se ognuno “assomigliasse alle parole che dice “(1).
La scuola non è un supermercato o un’azienda dove ognuno può essere illuso dalla pubblicità e poi comprare ciò che desidera; “la scuola è un organo costituzionale “(2) che ha il compito di istruire facendo acquisire conoscenze e competenze, di far crescere e formare cittadini valorizzando la loro persona nel rispetto delle differenze e delle identità di ciascuno e di ciascuna (3).
La nostra Repubblica ha il compito di “dettare le norme generali sull’istruzione ed istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi.”(4)
Questi compiti assegnati alla scuola pubblica sono costosi, sia nel senso economico che dell’impegno ma, come recitava uno slogan di qualche anno fa, l’ignoranza costa molto di più.
I costi per mantenere la scuola sono pagati dalle tasse che ciascuno dei cittadini italiani paga (o dovrebbe pagare).
Quando si legge su piano della “Buona Scuola” che “Le risorse pubbliche non saranno mai sufficienti a colmare le esigenze di investimenti nella nostra scuola” vuol dire che non ci saranno maggiori investimenti pubblici (infatti c’è scritto che “i limiti saranno quelli delle risorse disponibili ”) ma che si chiederanno soldi ai privati cittadini.
In definitiva le famiglie, che già contribuiscono in maniera importante, pagheranno molto di più anche perché sul piano della cosiddetta “Buona Scuola” sono previsti: l’entrata di “sponsor” che condizioneranno i programmi ed i piani dell’offerta formativa, il finanziamento delle scuole private ed il versamento di parte del proprio contributo fiscale per finanziare i progetti scolastici.

In televisione è stato detto che sarebbero stati assunti molti insegnanti precari che avrebbero risolto il problema dei supplenti; poi però, quando è stato il momento giusto per assumerli, il Governo non lo ha fatto e, per farlo in misura inferiore a quella necessaria, ha preteso in cambio una delega su 13 fondamentali aspetti della scuola. In pratica è come se qualcuno dicesse: “Assumerò una parte degli insegnanti solo se poi posso decidere da solo come trasformare la scuola”.
In televisione è stato detto che è ridicolo che qualcuno protesti contro un governo che assume gli insegnanti precari ma non si è detto che, in realtà, il nostro Paese è stato condannato dalla Corte di Giustizia Europea ad assumerli perché erano già stati impiegati per il periodo giusto a maturare il loro diritto di lavorare stabilmente.
In televisione non si dice che l’integrazione degli alunni con disabilità sta per assumere un carattere sempre più sanitario e meno scolastico; in tal modo il personale di sostegno sarà sempre di meno, i centri specializzati sempre di più e si realizzerà quel processo di separazione fra alunni cosiddetti normali ed altri cosiddetti con Bisogni Educativi Speciali che non aiuterà a migliorare la scuola dell’inclusione.
È facile prevedere cosa accadrà nel giro di pochi anni: si moltiplicheranno le scuole private per chi potrà permettersele, si creeranno le scuole pubbliche di lusso nei quartieri bene delle città e si moltiplicheranno le scuole pubbliche senza risorse e senza speranza nei quartieri popolari e nelle periferie povere. Scuole di serie A e scuole di serie B, scuole per ricchi e scuole per poveri. Un salto indietro di decenni. Cresceranno le disuguaglianze in modo drammatico, di nuovo accadrà che i figli dei dottori faranno i dottori mentre i figli degli operai faranno gli operai.
Non è una “buona scuola” quella nella quale si creeranno sempre più momenti di separazione, di competizione, di conflittualità; non lo è quella dove un dirigente da solo, sulla base di criteri arbitrari, deciderà di distribuire gli insegnanti come e dove gli pare; non lo è quella dove le decisioni verranno condizionate dalle aziende; non lo è nemmeno quella dove le “buone scuole” saranno finanziate solo se le stesse otterranno un buon risultato nei test; non lo è infine quella dove il contributo dei genitori è più alto dei contributi statali.
È contro questo simile progetto di scuola che manifesteremo il nostro dissenso.
Noi pensiamo che una buona scuola sia quella dove ci sono edifici sicuri, dove le classi siano composte da un massimo di 22 alunni, dove si impara insieme sentendosi attivamente parte di una comunità, dove si lavora in modo cooperativo, dove si sperimentano concretamente forme di democrazia.
Nel bellissimo film “Gli anni in tasca” di Francois Truffaut il maestro Richet parla ai suoi alunni, prima delle vacanze, dicendo loro: “Il mondo non è giusto e forse non lo sarà mai, ma è necessario lottare perché ci sia giustizia, bisogna, bisogna farlo: le cose cambiano, ma lentamente; le cose migliorano, ma lentamente…. E i cambiamenti si ottengono solo reclamandoli energicamente…”
Crediamo in queste parole come crediamo in un’altra scuola e quindi in un’altra società: solidale, inclusiva, pacifica.
Non investire sulla scuola è grave per il futuro dei vostri e dei nostri figli.
I veri problemi della scuola andrebbero affrontati seriamente garantendo partecipazione, dialogo, confronto, ascolto, rispetto delle persone, delle loro capacità, abilità e competenze.
Siamo a disposizione per confrontarci con chiunque lo desideri e per eventuali richieste di materiale utile ad una corretta informazione. Ringraziandovi per l’attenzione, Vi chiediamo di aiutarci a difendere la vostra scuola, la nostra scuola.

“Comitati a sostegno della Legge di iniziativa popolare”
per una buona scuola per la Repubblica *

28 aprile 2015

SCARICA E DIFFONDI IL FORMATO PDF DELLA LETTERA 5_Maggio_Lettera_Aperta_Ai_Genitori_Sullo_Sciopero pdf

SCARICA E ADATTA AL TUO CONTESTO IL FORMATO WORD DELLA LETTERA 5_Maggio_Lettera_Aperta_Ai_Genitori_Sullo_Sciopero    word               

Note:
1. Il riferimento è ad una frase dello scrittore Stefano Benni: “Bisogna assomigliare alle parole che si dicono. Forse non parola per parola, ma insomma ci siamo capiti.”
2. Lo ha detto Piero Calamandrei, uno dei padri della Costituzione.
3. Vedi anche la Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica (LIP).
4. Vedi l’art. 33 della nostra Costituzione

* La legge di iniziativa popolare “Per una buona scuola per la Repubblica” è una proposta di legge del 2006 ancora attuale, aggiornata e ripresentata sia al Senato che alla Camera da parlamentari di forze politiche diverse. Questa legge non ha la presunzione di interpretare, nel suo contenuto, il sentire di tutto il paese, ma vuole essere una traccia concreta e strutturata sulla quale avviare un serio confronto sulla scuola con la convinzione che il metodo da seguire per avviare un cambiamento non possa che essere partecipato e condiviso.

 

63 comments for “Lo sciopero della scuola spiegato alle famiglie

  1. caterina santi
    28 aprile 2015 at 23:08

    per la scuola pubblica = bene comune

    • Michele
      2 maggio 2015 at 11:02

      Pubblica non significa statale.

  2. susanna consani
    29 aprile 2015 at 7:21

    Sottoscrivo parola per parola….quando il pof lo scrivevamo noi, senza pressioni dall’ alto, tagli e paletti, l’ avevamo intitolato ” tante strade, una sola meta: cittadini del mondo “, la cui macroarea era ” biblioteca come spiaggia ” in cui erano contenuti progetti rilevanti come italiano L2, cineforum, arte , recupero, drammatizzazione, corporeità, scacchi…e tanto altro! Eppure sembra passato un secolo! Allora al governo c’ era Berlusconi, con qualche breve insignificante tregua, il PD era PDS e tutte le opposizioni facevano finta di volerci bene!!!! Che fine!!!!

    • Alessandro
      5 maggio 2015 at 20:31

      Sì… grazie Berlusconi… Grazie Moratti e Gelmini…. ma diamo i numeri????? Purtroppo la “Buona Scuola” è un abominio, ma cerchiamo di non rievocare certi fantasmi…

  3. Maria Rosaria Belfi
    29 aprile 2015 at 8:00

    Cosa dire?
    Meditiamo su quanto letto.Non facciamoci attrarre da specchietti per allodole.

  4. claudio lecci
    29 aprile 2015 at 11:29

    Il testo è chiaro ed oggettivamente meritevole di condivisione. Sconfortano alcuni errori che testimoniano l’impreparazione di molti insegnanti; verosimilmente il testo di questo appello è stato scritto da un insegnante. Recita un antico motto: – chi sa fare faccia e chi non sa fare insegni.-. Non credo che il motto sia giusto nei confronti di quei moltissimi insegnanti che profondono alto indice motivazione nel lavoro lavoro. E’ tuttavia vero che buona parte del corpo docente non è preparato adeguatamente alla missione verso la quale sii propone e la Scuola, da tempo, come la Politica, è diventata anche, ho scritto ANCHE, il ricettacolo di incapaci, falliti e disoccupati cronici riciclati dietro le cattedre. Le riforme sono un essenziale punto nodale per la ripartenza dell’Italia ma è un problema successivo a quello, assolutamente prioritario, che ruota intorno al recupero del docente, della sua professionalità, della sua dignità e della sua remunerazione. Per arrivare a ciò, ipotizzo che bisogna modficare la legislazione che tutela gli oziosi, gli assenteisti, gli impreparati, gli scaldasedie e quant’altri rovinano i giovani occupando spazi strategici deputati alla loro formazione. Non -docenti da stabilizzare- ma -docenti da selezionare- per sostituirli ai parassiti che, tutelati dai sindacati e da un sistema buonista e fallace, lascia loro a far danni. Di tutto il resto si può discutere. Un sano futuro parte da una radicale bonifica e non da un condono generalizzato per gli asini statalizzati,
    L’agricoltura è un comparto dignitosissimo. Non ci trovo nulla di scandaloso che un insegnante vacanziero, sfaccendato, impreparato e cialtrone venga riciclato sui campi, insieme ai deputati da strapazzo e ai loro portaborse che hanno dissanguato l’italia

    • silvia
      30 aprile 2015 at 22:32

      Rispondo al caro Claudio : non crederai mica che gli insegnanti scioperano per non essere giudicati? Sono un’insegnante e sono per la meritocrazia e questo tengo a precisarlo. Un punto che mi piace molto della nuova legge sono proprio le500 euro a disposizione per la formazione. Ma la riforma nasconde alla massa tante altre cose. ….
      Devi chiariti un po’ le idee:
      1 se gli insegnanti fanno gli assenteisti vanno in galera: prova tu a timbrare e poi lasciare 20 minorenni incustodi. …
      2 io ho 34 giorni di ferie, escluse le domeniche maturate in10 mesi di lavoro, solo che non le posso prendere quando c’è scuola per contratto. Dunque le devo chiedere per forza a luglio – agosto, sperando che le sfighe nn mi capitino durante il resto dell’anno e invidiando tutti quelli che possono partire in bassa stagione per pagare di meno . Per questo non faccio un viaggio da 10 anni. …
      Non parliamo di Natale e Pasqua per favore che molte ditte chiudono e comunque preferirei lavorare e poi partire a gennaio coi prezzi più bassi. ….
      Ma noi non possiamo scegliere. …
      3 in riferimento alla riforma : se ti chiedono di trasferirti a 200 km dalla tua famiglia e non accetti tu perdi il posto di lavoro? Io sì, questo è previsto anche dalla riforma e io sciopero per questo…non certo perché mi vengono a controllare.
      4 certamente è bene prendere di più per merito, sono la prima ad essere D’ACCORDO, ma ascolta io lavoro da 10 anni e prendo una miseria. …nonostante il penale. …Il contratto non lo rinnovano da….mi sembra 15 anni. E parliamo di uniformarci all’Europa ? Ben venga allora anche lo stipendio base dell’ insegnante europeo che senza nessun aggiornamento a suo conto prende di base 2500 euro. .al mese..qui mi sembra che si parli di Europa solo per ciò che ci conviene . Ah scordavo : che lavorano più ore di noi è una leggenda metropolitana,hanno gli stessi giorni di ferie soltanto sono distribuiti nell’ arco dell’anno
      Nn mi nascondo dietro un dito e ti dico quando prendo: 1300 al mese e nn ho la quattordicesima come molti pensano
      Basta potrei continuare all’infinito ma sono stanca ….. il momento di crisi che viviamo mette il povero contro il povero. ….

      • silvia
        30 aprile 2015 at 22:36

        Scusa tanto gli errori ma il cellulare mi prende parole automaticamente….quando era quanto

      • luciana
        5 maggio 2015 at 7:20

        Silvia sei realista e concreta nel tuo scrivere, grazie per la sintesi che hai fatto…. da insegnante a insegnante ….solidarietà!!!!

        • Manuela Mazzi
          16 maggio 2015 at 1:35

          Realista non direi. In realtà in tutto questo sproloquio non si dice niente sul contenuto della legge, cioè quali punti della legge sono in contestazione. Si fa continuo riferimento alla mancanza di investimenti sulla scuola, che invece con questa legge crescono e non si dice che tutta l’opposizione si concentra sul fatto che l’operato dei professori, come quello di tutti i dipendenti, verrebbe sottoposto ad un serio controllo. Sarebbe anche bene che certi insegnanti non strumentalizzassero i ragazzi con affermazioni calunniose. Due ragazze di una terza media mi hanno chiesto se era vero, come aveva detto la loro insegnante, che la scuola pubblica sarebbe stata chiusa. Aggiungo che è vero che le retribuzioni sono ferme da anni, ma questo riguarda tutto il pubblico impiego, comunque più fortunato dei dipendenti privati che ora sono in mezzo alla strada.Ricordiamo poi che non esiste altro impiego in cui si lavori 18 ore a settimana e si facciano vacanze estive di tre mesi….

      • Sabrina
        5 maggio 2015 at 23:35

        Sono d’accordo con te. Troppa gente parla senza conoscere la verità. Non sono un’insegnante ma penso che voi facciate un lavoro stupendo. Purtroppo ci sono anche molti insegnanti incompetenti o demotivati. Io ho un ricordo bellissimo di tutti i miei insegnanti e li vorrei ringraziare tutti perché ognuno di loro mi ha lasciato un insegnamento e tutti hanno contribuito a farmi ‘crescere’.

      • MFG
        7 maggio 2015 at 2:18

        Certo, perché non fare una scuola su misura per Lei, Silvia, così può andare in vacanza quando vuole.
        Ma voi, sapete cosa è il lavoro? Sapete che se in un’azienda privata pensaste solo certe cose verreste tutti licenziati seduta stante. L’unico motivo del vostro sciopero è la paura di essere controllabili e licenziabili, la paura che i vostri immeritati privilegi vi vengano tolti. Ogni volta che si tenta di riformare la scuola, si incontra l’opposizione del solito sindacato comunista, bravo a difendere gli interessi degli assenteisti e degli sfaticati.
        Dice di essere a favore del merito e scende in piazza a protestare coi suoi colleghi che la mattina, invece di fare lezione leggono il giornale, bevono il caffè e chissà cos’altro. A quanto pare la coerenza non è alla base di questo sciopero. Il parassitismo statale ha portato alla rovina dell’Italia, e voi continuate a difendere il sistema, supportato dai soliti comunisti, a scapito dei contribuenti. Vergognatevi.

      • giovanni corsanego
        15 maggio 2015 at 9:37

        premessso che, in prima analisi, i contenuti certamente prevalgono sulle forme, parliamo, per chiamata in merito, anche di queste ulltime.

        1. un alto indice di motivazione non si ‘profonde’, semmai si manifesta.
        2. non e’ (meglio sia) adeguatamennte prreparato peer la missione per la quale (meglio di ‘verso’) si propone
        3. e’ diventata anche UN ricettacolo, datto che purtroppo non e’ certo l’unico.
        4. ipotizzzo che bisogni ( meglio si debba). Ipotizzzo regge, in una interrogativa indiretta, il congiuntivo.
        5. hano iinnventato lle virgole, per fortuna.

        Saluti

      • sconsolata
        16 maggio 2015 at 14:48

        Mi spiace che che due mesi di ferie ti creino così tanti disagi. Anche avere tre settimane a natale due a pasqua….un’altra a carnevale ..beh l’elenco è lungo. Che ipocrisia.

      • danijela
        20 maggio 2015 at 12:51

        Renzi prosegue li dove ha cominciato Berlusconi,da “bravo”allievo.E chiaro a tutti che vogliono promuovere la scuola privata,come anche la sanità. Poveri andrano nelle scuole degradate,e i ricchi portano usufruire di meglio che ce.Mi sembra esattamente sistema USA,ma noi non siamo americani ne per mentalità ne di fatto.Tutto questo porterà degrado sociale e conseguenze notevoli.Della serie se non sono ignoranti no gli vogliamo…….poveri nostri figli

    • Fabrizio
      1 maggio 2015 at 10:24

      Sono completamente d’accordo. Personalmente non riuscirò mai a manifestare a fianco del “collega” che non viene perché ha un raffreddore o rallenta un progetto perché non è d’accordo, ecc…ecc… Vogliamo veramente cambiare la scuola? Noi doc dobbiamo dimostrare di possedere onesta intellettuale, etica e morale. Se non dimostreremo di avere queste caratteristiche saranno gli altri a scegliere per noi!
      Fabrizio Petrini

    • Giuseppe Messineo
      1 maggio 2015 at 10:53

      La categoria degli insegnanti non è nè migliore nè peggiore di altre categorie come medici,avvocati, inggeneri ecc…
      questa riforma cosa c’entra con tutto quello che ha detto lei; anzi non fare altro che accentuare le situazioni di parassiti amo , clientelismo, leccaculismo a totale svantaggio dei tanti docenti preparati non disposti a chinare il capo davanti ai nuovi presidi padroni.
      Questo modello lo abbiamo già sperimentato con Mussolini e non ne abbiamo nostalgia.

      • Fabrizio
        6 maggio 2015 at 15:16

        Gentile Giuseppe Messineo, forse il mio intervento è stato provocatorio, ma, nei modi e contenuti, è lontano anni luce dal ventennio.
        Nessuno vuole dirigenti padroni, ma professionisti che sono messi in grado di svolgere il loro lavoro.
        Mi perdoni ma vorrei porgerle un quesito. Se riesce a rispondere in maniera soddisfacente lei ha la risposta che tutti cerchiamo.
        Se domani decido di non insegnare e di fare ostruzionismo verso i colleghi e la scuola tutta, non credo ci sia, all’interno della stessa scuola, una “forza” che possa risolvere il problema.
        Le faccio presente che non esiste un vero cameratismo tra i docenti ma, spesso, piccoli egoismi personali.
        Quindi, se tu non dai fastidio a me io non lo do a te…!!!
        Vede, nella scuola, il docente che vuole migliorarsi o vuole fare di più da fastidio, è ingombrante.
        Con il tempo anche le persone oneste e motivate si lasciano andare, rinunciano. Capiscono che combattere contro il “pantano” è inutile, anzi dannoso.
        Però, ogni 5/10 anni ci ritroviamo tutti “fratelli” in piazza a manifestare…
        Guardi, solo per il fatto che, personalmente, ho visto docenti protestare, insieme ai genitori, contro il proprio dirigente e non trovarci nulla di strano, la dice lunga sulla carenza deontologica, etica e morale che da anni vive il corpo docenti.
        Sono 20 anni che insegno e raramente ho visto un collegio docenti partecipe e silenzioso.
        Normalmente chi vuole ascoltare il dirigente sta davanti e dalla seconda, terza fila si chiacchiera, si legge, si usa il pc, ecc…ecc…
        Lottiamo per difendere la stessa baracca ma non con le stesse motivazioni o gli stessi ideali.
        Noi docenti quando torneremo a farci rispettare da genitori e opinione pubblica? Quando torneremo ad essere docenti?
        Tanto tempo fa il docente aveva rispetto sociale e umano, oggi non lo ha più. Dovrebbe esserci imposto dall’alto o siamo noi che dobbiamo guadagnarcelo?
        Concludo. Ci sono tanti, tanti bravi docenti. Creiamo i presupposti affinché trovino, nello svolgere il loro lavoro, motivazioni e aspettative e non appiattimento e qualunquismo.
        Grazie.

    • rita finetti
      1 maggio 2015 at 15:02

      Condivido pienamente tutto! È vero che gli insegnanti sono spesso demotivati e sottopagati ma non per questo devono trasmettere demotivazione e avvilimento agli studenti, mentre spesso è ciò che succede. Poi ci lamentiamo se i ragazzi perdono l’ interesse per lo studio ma chi glielo può infondere se non un insegnante appassionato della propria materia e convinto dell’importanza della propria professione…e sono veramente pochi!!! che colpa hanno gli studenti se gli insegnanti non sono adeguatamente retribuiti? Sarebbe giusto verificare ogni tanto l’iidoneità all’insegnamento di certi insegnanti…penso ci sarebbero delle sorprese!

      • Silvia
        6 maggio 2015 at 20:48

        Mai e poi mai mi permetterei di trasmettere questo ai miei alunni, ance io sono una madre e ho figli alla scuola pubblica, ma qui si parla tra adulti e a voi non devo nascondere nulla. oppure volete voi genitori continuare a pensare ai docenti come cosa sovrumana? Noi siamo come voi,esseri umani. Ribadisco io sono per la meritocrazia, ma sappiate che questo punto della riforma è l’unico che hanno ben divulgato alla massa. L’anno pensata proprio bene di farci passare come dei fannulloni…..troppi dei non addetti ai lavori pensano che scioperi amo per nn essere giudicati…. ma va là

        • Silvia
          6 maggio 2015 at 20:49

          Scusate ancora gli errori :hanno. ..

          • Silvia
            6 maggio 2015 at 20:55

            Dimenticavo, magari mi vengono a controllare. Poi però me li danno 2500 euro come ci usa fare nel resto d’Europa? Nn credo proprio, anche io ho figli da sfamare. .. lo scorso anno non si sa quanto ho speso di tasca mia coi miei miseri1300, per comperare della cancelleria, fogli, cartoncini, ……..e questa è buona scuola. lo rifarei certo, ma questo anno non ho potuto però improvvise spese familiari. ..

    • Michela
      1 maggio 2015 at 17:36

      Una ola per questo commento…..prima si faccia una bella pulizia e poi tutte le riforme che si vuole…….

    • carmen
      3 maggio 2015 at 18:00

      Lei è un grande!!! Condivido appieno Il suo oensiero perché mette l accento su un problema fondamentale per realizxare il progetto ‘ una buona scuola psssa in primis per insegnanti capaci”.dopo possiamo parlate del resto

    • giovanni corsanego
      15 maggio 2015 at 9:35

      premessso che, in pprima analisi, i contenuti certameente prevalgono sulle forme, parliamo, per chiamata in merito, anche di queste ulltime.

      1. un alto indice di motivazione non si ‘profonde’, semmai si manifesta
      2. non e’ (meglio sia) adeguatamennte prreparato peer la missione per la quale (meglio di ‘verso’) si propone
      3. e’ diventata anche UN ricettacolo, datto che purtroppo non e’ certo l’unico.
      4. ipotizzzo che bisogni ( meglio si debba). Ipotizzzo regge, in una interrogativa indiretta, il congiuntivo.
      5. hano iinnventato lle virgole, per fortuna.

      Saluti

      • Manuela Mazzi
        16 maggio 2015 at 1:47

        Realista non direi. In realtà in tutto questo sproloquio non si dice niente sul contenuto della legge, cioè quali punti della legge sono in contestazione. Si fa continuo riferimento alla mancanza di investimenti sulla scuola, che invece con questa legge crescono e non si dice che tutta l’opposizione si concentra sul fatto che l’operato dei professori, come quello di tutti i dipendenti, verrebbe sottoposto ad un serio controllo. Sarebbe anche bene che certi insegnanti non strumentalizzassero i ragazzi con affermazioni calunniose. Due ragazze di una terza media mi hanno chiesto se era vero, come aveva detto la loro insegnante, che la scuola pubblica sarebbe stata chiusa. Aggiungo che è vero che le retribuzioni sono ferme da anni, ma questo riguarda tutto il pubblico impiego, comunque più fortunato dei dipendenti privati che ora sono in mezzo alla strada.Ricordiamo poi che non esiste altro impiego in cui si lavori 18 ore a settimana e si facciano vacanze estive di tre mesi…. Cato Giovanni Corsanego i suoi rilievi sulla forma sono sacrosanti e spero che chi ha scritto quel documento faccia solo il sindacalista e non insegni, alytrimenti per i nostri ragazzi sono guai.

  5. Frisia salvatore
    29 aprile 2015 at 11:51

    Sono un pensionato dal 1999.le cose che avete scritto già le ho sentito negli anni precedenti. Mi viene il dubbio che durate questi anni avete dormito sicuri che non sarebbe cambiato niente
    Perché avete paura del possibile cambiamento?

    • Giancarlo
      1 maggio 2015 at 18:44

      Chiedi, “perché avete paura del possibile cambiamento?”. Immagino che tu stessa riconosca che è una domanda senza senso se non dici di quale cambiamento si tratta. Potrei fare diversi esempi di cambiamenti che non ti piacerebbero per nulla.

  6. anna
    29 aprile 2015 at 12:17

    Sono totalmente d’accordo con voi, non sono un insegnante ma un genitore attenta alle problematiche scolastiche. Un genitore che desidera una scuola seria per i propri figli.

  7. 29 aprile 2015 at 16:15

    Mi hanno letteralmente rubato i soldi Pri Pas, cambiando in corsa le regole del gioco è mi hanno rubato un anno di vita e di salute e per finire dopo tutto ciò ,mi mandano a casa. Con tanto cinismo e cattiveria ,dopo essere stato sballottolato per anni in giro per l’Italia

    Lontano dagli affetti più cari. VERGOGNA

  8. laura
    29 aprile 2015 at 19:33

    Io sciopererò perchè credo nella vecchia buona scuola… Renzi deve capire che la buona scuola c’è…

    • gianni
      3 maggio 2015 at 10:40

      La buona scuola c’è già stata ed era quella degli anni novanta ; detto questo temo che lo sciopero non servirà a niente perché la ministra ha detto che tanto la “rivoluzione” si farà e quindi la nostra sarà solo un elemosina di cui a Roma rideranno

  9. Anna Muratore
    29 aprile 2015 at 22:02

    Bellissimo e importantissimo perchè i media non aiutano!
    Grazie!

  10. Nadia
    29 aprile 2015 at 22:21

    Il diritto allo studio è sancito dalla nostra Costituzione, così come anche l’uguaglianza tra tutte le persone e la dignita’ di ogni uomo.La nostra Costituzione si impegna a garantire tali diritti. Per questi motivi mi è vi chiedo: quale essere umano può avvalersi della facoltà di reprimere tali e altri importanti diritti dell’uomo?

  11. Ornella Papitto
    29 aprile 2015 at 22:22

    La differenza tra “merito” e “metodo”. La differenza tra “pubblico” e “privato”. La differenza tra “la logica” e “una logica”. La differenza tra “dirigere” e “comandare”. La differenza tra “competere” e “condividere”. La differenza tra “escludere” ed “includere”. Ecco qualche argomento che affronterei in classe con gli studenti. Ma non sono un’insegnante e non ho questa possibilità.

  12. Emilia Mignini
    29 aprile 2015 at 23:20

    E’ tutto sacrosanto ma è pazzesco che in un paese democratico accada ciò. ..

  13. Maria di martino
    30 aprile 2015 at 9:17

    Sciopero assolutamente da fare. Non si può’ immaginare una scuola come quella di una volta e sicuramente anche peggio…! Perche’ figli di dottori ce ne sono tanti, ma non credo che ci siano molti figli di operai,la maggior parte sono figli di disoccupati e credo che molti andrà’ a finire che non potranno studiare creando cosi la futura ignoranza. E con i tempi che ci sono e’ uno sbaglio madornale.Non e’ giusto !!!!!

  14. paolo
    30 aprile 2015 at 10:38

    Credevo che con la riforma Gelmini fosse stato toccato il fondo…..

  15. g
    30 aprile 2015 at 12:14

    l’articolo, interessante, è troppo fitto… suggerisco di separare i periodi per una lettura più agevole

  16. 30 aprile 2015 at 19:26

    Io desidero che la scuola resti pubblica accessibile a tutti senza disuguaglianze per nessuno perché siamo cittadini italiani e la nostra costituzione dice che il diritto allo studio e un diritto per tutti e poi anche perché paghiamo le tasse e non mi sembra giusto privatizzare anche la scuola VOGLIA LA SCUOLA PUBBLICA! !!!

  17. 30 aprile 2015 at 20:18

    Malgrado abbiate tutte le ragioni del mondo io come genitore, non sono assolutamente daccordo su tutti questi scioperi e assenze che vengono effettuate con grande frequenza da parte dei professori nella scuola dì appartenenza di mia figlia tutto ciò porta un danno per i ragazzi e per noi genitori che siamo costretti ad assentarci dal lavoro perché noi genitori ed i ragazzi dobbiamo avere il peso dei vostri problemi non ne abbiamo abbastanza noi nelle nostre case? La mia idea per il bene dei nostri figli sono meno scuole pubbliche e più scuole private, prima non ero daccordo sulle scuole private ma adesso come adesso credo che più si vada avanti e peggiore sarà io e altre 4 mamme abbiamo già preso provvedimenti a settembre i nostri figli andranno alla scuola privata noi dobbiamo pensare alla buona istruzione dei nostri figli e dobbiamo lavorare per campare spero che cambi per tutti gli altri ragazzi ma se continua così la scelta che ho fatto io la farà ancora qualche altro genitore

    • Giancarlo
      1 maggio 2015 at 18:51

      Solo coloro che potranno permetterselo. Meglio sarebbe investire su una scuola pubblica che offrisse a tutti la possibilità di formarsi nel migliore dei modi. E in ogni caso le scuole private in tutti i tes, nazionali e internazionali, restano indietro di parecchi punti rispetto alle scuole pubbliche.

    • Stefania
      4 maggio 2015 at 15:15

      Gentile Signora Giulia,Lei è libera di scegliere se isvrivere i suoi figli ad una scuola pubblica o privata, l ‘insegnante che sciopera domani (perdendo una giornata di stipendio) si batte per chi non ha questa possibilità di scelta.

    • paolo
      4 maggio 2015 at 18:09

      Gentile Giulia, prima di iscrivere sua figlia ad una scuola privata si chieda chi sono gli insegnanti, che contratto hanno, che libertà d’insegnamento hanno…. si chieda quali saranno i compagni di sua figlia , cosa significherà per lei non potersi confrontare nel bene e nel male con ragazzi e ragazze diverse da lei per reddito, per cultura, per origini.
      La scuola pubblica è anche sua, la scuola privata no. Si impegni a capire quali sono i problemi che vivono tutti i giorni i bravi insegnanti e aiuti loro a lavorare meglio e a far lavorare meglio i tanti insegnanti che non lo fanno.

    • Nimphea
      4 maggio 2015 at 22:33

      Complimenti,signora, lei manda suo figlio alla scuola privata, e chi non può permetterselo? tutti questi scioperi sono un disagio anche per noi docenti, anche io devo lavorare per campare, anche io sono madre, e con questa riforma probabilmente mi troverò a 40 anni senza lavoro, nonostante sia ultra titolata, e abbia sempre lavorato con amore e passione, io AMO FARE L’INSEGNANTE, ho studiato tanto per poterlo fare, e continuo a studiare per essere sempre aggiornata, ma tutto questo per per la nuova riforma non conta niente…

  18. giampiero
    30 aprile 2015 at 23:34

    mi dispiace molto no essere d’accordo con nessuna delle due parti,perchè sia dall’una che dall’altra parte ci sono principi sbagliati ed insostenibili dettati da parte di chi legifera di fare riforme a tutti i costi,mentre dall’altra sembra che non si possa sfiorare un totem che negli ultimni decenni è degenerato al punto di creare più SOMARI ED ASINI CHE CAVALLI,perchè la scuola è diventato il rifugium peccatorum dei giovani che in stragrande maggioranza non studiano,non imparano nulla e per loro il periodo scolastico è solo un modo per passare tempo,tanto poi alla fine tutto si sistema.Questo ha creatyo negli ultimi 30 anni circa una classe enorme di ignoranti che poi si presentano come il nuovo che vorrebbe partecipare alla vita del paese.La Ns scuola carissima Fiò era molto più severa e formativa e se non studiavi venivi bocciato e non ti permetteva di bivaccare in aula come succede oggi che3 sin dai primi gradini scolastici se un maestro o un professore si permette di rimproverare un alunno ci va di mezzo ed i genitori supportati dai regolamenti assurdi che ci sono si rivoltano perché il loro figlio non deve essere oggetto di dileggio difronte a tutti. Mi fermo perché non voglio fare un sermone a nessuno ma spero di aver espresso un pensiero che sicuramente né condiviso dai più,ma poi è disatteso da tutti per menefreghismo.Carissima amica io non pretendo che tu sia d’accordo con me ma per lo meno t’invito a ripensare ai tuoi tempi scolastici,come i miei,e poi ti renderai conto che oggi a scula salvo pochissimi ragazzi,si sta con il telefonino a scambiarsi messaggi o con le cuffiette ad ascoltare musica e questo è stato conclamato da innumerrevoli filmati girati in varie scuola d’Italia: E TU CHE SEI Lì A SPIEGARE LA TUA LEZIONE PERCHI LA FAI? Se poi ti permetti di intervenire ci vai di mezzo e magari pensi ;che me ne frega chi me lo fa fare ed hai pienamente ragione…
    Un carissimo saluto cordialissimo
    Giampiero

    • Giancarlo
      1 maggio 2015 at 18:57

      E quindi cosa proponi? Immagino di investire sull’istruzione, nell’aggiornamento dei professori, nel l’edilizia scolastica ecc ecc. È’ ciò che chiediamo noi, a differenza della scuola di Renzi che ha in testa un’unica idea, trasformare la scuola in un’azienda fallita in partenza.

  19. Livio
    1 maggio 2015 at 9:58

    Le Vs. ragioni caro Andrea sono giustissime e sacre. Al mio paese c’è un detto che dice: “il pesce puzza dalla testa”, se non cambiano le coscienze a nulla servono le lotte.Da quando ho iniziato ad andare a scuola io nel lontano 1952, molte cose sono migliorate come condizione di vita scolastica o a livello pedagogico. Lo spreco, la mancanza di professionalità, i genitori sono cambiati,il poco interesse per la scuola da parte dei ragazzi, la mancanza di rispetto per le cose comuni ecc.. Ci sarebbe tanto da dire. Comunque non mollate perchè per il cambiamento per una scuola migliore, c’è bisogno dell’aiuto e della collaborazione di tutte le persone sensibili. In bocca al lupo

  20. Fabrizio
    1 maggio 2015 at 10:35

    Gentile collega, comprendo quello che dici ma vorrei aggiungere qualcosa alla tua riflessione. Tu parli di onestà intellettuale e proprio in nome di una così importante capacità cognitiva e morale mi sento di promuovere uno slogan: “manifestiamo PER la scuola”. “per” e non contro qualcuno o qualcosa. La scuola da molto tempo è: serbatoio di voti e salvezza-sicurezza lavorativa. Dovrebbe essere: fonte inesauribile di crescita per i discenti. Siamo noi docenti a costruire la scuola! Le scuole tutte hanno: uno zoccolo duro di doc che si dannano per far andare le cose, una gran quantità di altri doc che “usano” la scuola. (molta esperienza personale) Esperienza di tutti i giorni: su una commissione di 5, 2 lavorano e 3 nì, “ho il raffreddore oggi non vengo”, “perché dovrei fare questo? Che ci guadagno?”, ecc…ecc… Quante volte un doc o un ata rallenta o boicotta un progetto perché non fa e tu non ci puoi fare niente? Libertà d’insegnamento? Non vuol dire chiudere la porta e fare quello che ci pare! Molti studiano gli alunni e programmano di conseguenza, ma molti copiano la stessa programmazione per 20 anni…!!! A che serve? Noi doc dobbiamo avere la forza di lavarci i panni sporchi perché altrimenti lo farà qualcun’altro! Personalmente non manifesterò mai al fianco di chi non condivide la funzione e la missione docente e approfitta della scuola. Oggi non può esistere corporativismo! Sono troppi i doc che hanno un’idea della scuola troppo fondata sulle proprie esigenze. Chi vuole veramente fare questo mestiere deve chiedere prima di tutto questo: tutti i docenti devono rispondere del loro operato. In sintesi: sono d’accordo affinché il dirigente sia messo in grado di fare il suo lavoro, se sbaglia ne risponderà personalmente; sono d’accordo affinché i doc siano assunti solo su concorso (precariato anomalia italiana). Vogliamo veramente cambiare la scuola? Prima di tutto dobbiamo cambiare noi doc! Le ire che mi attirerò con questa riflessione attestano che quello che dico è la verità, scomoda ma vera.

    • alessandro
      3 maggio 2015 at 18:56

      Caro Fabrizio, non sono un docente, sottoscrivo in pieno quanto hai scritto.
      Di docenti che esercitano la professione per passione e la vivono come missione ne conosco e ce ne saranno tanti, forse la maggioranza. A questi dico di armarsi e prendere a calci, isolare e a far scacciare quella massa di loro colleghi lavativi che
      con il loro operato hanno rovinato e
      rovinano tuttora le generazioni future. I vari ministri della scuola hanno fatto riforme su riforme senza venirne a capo di niente. INIZIATE VOI, NON CON LO SCIOPERO, MA PRENDENDO A CALCI QUEI DOCENTI.
      Saluti e auguri.

    • Edda
      3 maggio 2015 at 23:41

      Concordo pienamente con le tue riflessioni!

  21. Sergio Minori
    1 maggio 2015 at 16:07

    Sono stato insegnante per 5 anni nella mia vita poi non avendo alcuna vocazione per il supplizio e soprattutto per un ambiente indolente, demotivato, lamentoso e francamente deprimente ho lasciato la scuola per fare altro.
    Gli insegnanti sono una componente importante della scuola ma la scuola non è degli insegnanti come le ferrovie non sono dei ferrovieri e gli ospedali dei medici. La scuola è patrimonio di tutti. Gli insegnanti si sono opposti nei decenni a qualsiasi forma di controllo, di valutazione e di cambiamento. Sempre e comunque contro. Dire che gli investimenti pubblici sono scarsi e certamente non sufficienti per una nuova buona scuola è soltanto buon senso. Cercare di finanziare una nuova scuola anche con i contributi privati è solo buon senso. Prevedere delle forme di valutazione continua della qualità degli insegnanti è buon senso e pratica diffusa in tutti Paesi cosiddetti avanzati. Cercare di introdurre forme di autonomia e controllo degli istituti tramite la responsabilizzazione di un dirigente scolastico è buon senso. Certo la riforma della scuola proposta è parziale e non risolve tutti i problemi, enormi ed urgenti, per rilanciare in primis la credibilità della Scuola come istituzione. Tuttavia a mio modestissimo parere la direzione è giusta, è un primo passo, è un tentativo per non morire nell’immobilismo gattopardiano assoluto. Il corpo insegnante ha gravi responsabilità per tale immobilismo ma si sa ormai il tanto peggio tanto meglio è sport nazionale.

  22. Adriano
    1 maggio 2015 at 17:52

    diciamo che la preparazione culturale di buona parte dei docenti e’ medio scarsa, quelli più’ bravi a volte non sanno insegnare, altri aspettano lo stipendio tanto il posto è’ sicuro, diciamo anche che non è’ possibile controllare in alcun modo le intemperanze è’ la maleducazione degli allievi che per i genitori sono dei santi, guai a toccarli o a punirli, quindi chi se ne frega se non imparano niente peggio per loro.Pensate quello che volete non mi interessa sono da trent’anni che vedo la progressiva rovina della scuola il peggio e’ per chi la frequenta. Propongo l’apertura totale della scuola con sospensione della didattica nel periodo estivo per dedicarla ( per chi vuole) al recupero degli studenti più’ indietro con 30 giorni di ferie da utilizzare nel periodo estivo a scelta è un periodo natalizio di dieci giorni e basta. Si stanno inventando feste ad ogni angolo tutte commerciali. I docenti universitari insegnano per circa 360 ore annue, e molte vengono fatte da altri (galoppini) ogni 5anni usufruiscono del famoso anno sabbatico in cui sono spesati di tutto compresi viaggi di cultura!!! Meditate gente meditate.

  23. claudio lecci
    1 maggio 2015 at 20:16

    Probabilmente ho generato un equivoco comunicativo. Il mio giudizio è inattendibile perchè io sono un baciato da Dio. Ho avuto insegnanti meravigliosi, straordinari, eccezionali: dalle elementati al liceo e fino all’Università dove ho vissuto di rendita. Non scendo nei particolari ma devo aggiugere che una particolare e carismatica figura della cultura, un preside morto in cecità, scrittore, filologo, storiografo e letterato, mi adottò spiritualmente , facendomi frequentare il suo studio nel pomeriggio. Durante il tempo del liceo ho lavorato e con il lavoro mi sono pagato l’Università. Mi sono laureato in un baleno e dopo venti giorni dalla seduta di laurea ho ricoperto un posto prestigioso per aver vinto un concorso con il massimo dei voti appena ho conseguito la maturità classica. Ho poi superato subito un altro concorso e a ventisei anni ricoprivo un incarico di alta responsabilità con ottanta dipendenti. Per me studiare era come respirare e oggi che sono in pensione continuo a divertirmi sguazzando nella cultura. Tutto merito dei miei insegnanti delle Elementari, delle Medie, del Liceo e dell’Università dei quali ricordo nome, cognome, volti e voci. Praticamente ho fatto tombola. Si tratta di un dato statistico compensato poi dagli insegnanti dei miei figli: alcuni totalmente incompetenti, altri scansafatiche e assenteisti. Ho scritto ALCUNI. L’insegnamento è una vocazione e quindi una missione. Per molti è un ripiego. Questo ho scritto e non già che tutta la categoria è affetta da sindrome di demotivazione. Che poi la causa di ciò risieda anche nella infima remunerazione, c’è da prenderne atto perchè è vero. Che le ferie non siano sufficienti e siano maldistribuite è opinabile. Che la Scuola sia da riformare è certo. Che la Gelrmini l’abbia affossata è ancor più certo. Che la laurea breve sia una mega truffa è forse da mettere in discussione ? Che alcuni corsi di laurea siano ridicoli e altri improbabili è argomento meritove di dubbio ? Il mio pensiero si riassume così: recuperiamo la figura del docente, quella della famiglia; ricostruiamo il lacerato tessuto sociale, investiamo sui giovani, sulla cultura e sul merito e poi qualsiasi riforma ridiscenderà fisiologicamente.

  24. cheffoso
    3 maggio 2015 at 17:46

    qualsiasi riforma non riuscirà di certo a far funzionare peggio di così la scuola italiana…..!!!!

  25. herrycellophan
    4 maggio 2015 at 12:12

    “di nuovo accadrà che i figli dei dottori faranno i dottori mentre i figli degli operai faranno gli operai”
    di nuovo?
    a me sembra che sono oltre venti anni che sta accadendo, o meglio, se sei figlio di un professionista qualsiasi e sei una schiappa, alla fine farai il professionista, ma se sei figlio di operaio e sei eccelso negli studi, non è detto che tu alla fine riesca a farlo.
    cordialmente.
    h.c.

  26. Luca
    4 maggio 2015 at 16:53

    La paura fa 90!
    Nulla di quello che ho letto è più demagogico e culturalmente medievale.
    Il cambiamento nella scuola è necessario ed impellente. E persino i bambini si accorgono dell’enorme abuso di diritti che si opera nelle scuole da parte di tutti i soggetti interessati protetti dai sindacati.
    Il cambiamento fa paura perché si ha paura di confrontarsi con le vere sfide che ci sono nella società. Una società fatta appunto da molte famiglie che ogni giorno si confrontano con le problematiche legate al lavoro privato fatto anche questo di diritti: ma che differenza con quelli che hanno i soggetti che operano nelle scuole!
    Si dice che la riforma prevederebbe dei contributi per le famiglie. Ma oggi cosa avviene? Non viene già chiesto?
    Certo quante cose potete perdere e per questo che scioperate. Giusto farlo, ma rendetevi conto che il mondo è cambiato anche per voi.
    Penso, invece, che il quadro generale della legge sia buono e con un coinvolgimento più leale e vero da parte di tutti i soggetti interessati si potrebbero offrire proposte interessanti, concrete e puntuali che potrebbero realmente migliorarla.
    Con gli slogan che ho sentito e che leggo non mi sembra di cogliere questa volontà.

  27. Giuseppe
    4 maggio 2015 at 18:04

    Lo sciopero é sacrosanto ma poi non votate PD

  28. Damiano Palma
    4 maggio 2015 at 21:33

    Io ho insegnato per 40 anni e ho fatto tutti gli scioperi. Ma, se ai miei tempi fosse stato proclamato uno sciopero con queste motivazioni del tutto inconsistenti, mi sarei vergognato di farlo!

  29. sandra
    5 maggio 2015 at 8:22

    I professori non meritano nulla, si comportano da salumieri, non vogliono fare fatica, danno il minimo indispendabile sempre che lo danno,, si rifiutano di attivare leggi, parlo di dislessia o pdh, si giustificano dicendo che hanno 200 alunni e gli fai notare che saranno meno del 10 % quelli dsa. Si lamentano sempre, sono a casa due mesi secchi dal 1 luglio al 31 agosto pagat piu i restanti.
    che si vergognino è meglio

    • admin
      5 maggio 2015 at 18:42

      quanti luoghi comuni…

  30. Elisabetta
    5 maggio 2015 at 8:33

    Sono genitore rappresentante di classe e membro di Comitato Genitori e Consiglio di Istituto. Purtroppo già adesso i contributi dei privati superano quelli pubblici nel bilancio del mio istituto comprensivo. La nostra scuola già adesso non è più pubblica ma un ibrido in cui molte delle attività vengono finanziate direttamente o indirettamente dai genitori. Senza il contributo volontario versato con bollettino a inizio anno la scuola non potrebbe aprire i battenti. Senza i versamenti dei genitori non ci sarebbero laboratori di scienze, arte, musica, teatro, niente materiale informatico, niente carta igienica, sapone e altro materiale di consumo. Questa è la realtà e da questa bisogna partire quando si ragiona sulla scuola pubblica. Degli sponsor ufficiali aiuterebbero a migliorare la trasparenza, ora il dirigente scolastico è costretto a trattative sottobanco e piaggeria nei confronti del presidente del Comitato Genitori di turno. Mi spiego?

  31. Luca Bergianti
    14 maggio 2015 at 21:19

    Vi scrivo perche’ mi trovo un veramente a disagio con il livello di volantinaggio che la protesta sulla Buona Scuola sta raggiungendo: alcune maestre appena fuori dai cancelli della scuola e volantini apiccicati agli armadietti all’asilo.
    Credo che alcune parti delle cose scritte siano condivisibili, molte altre no. In ogni caso se la scuola e’ di tutti, quelle rappresentano le idee di una parte, magari maggioritaria che, se vuole, puo’ esprimersi nelle apposite sedi e con un contraddittorio.
    Per quando riguarda gli scioperi, all’inizio dell’anno (prima della Buona Scuola) ce ne sono stati 6 in 6 differenti venerdi eppure nemmeno erano chiari i contenuti, quindi non direi che la situazione delle mobilitazioni sia andata peggiorando. Non sentitevi in dovere di spiegare, semplicemente scioperate da sempre, possibilmente vicino ai fine settimana, tanto per affermare di esistere.

    Sono padre di tre bambine e se la scuola funziona male da anni, se ogni riforma e’ stata giudicata sbagliata o inadeguata di qualunque parte politica fosse (e le abbiamo provate tutte), e’ anche per colpa di chi, dall’interno, e’ impegato solo a difendere i pochi interessi/privilegi che gli sono rimasti.
    Siete una delle categorie piu’ sindacalizzate d’europa ed una delle piu’ maltrattate (ovviamente per le grandi capacita’ di chi vi rappresenta, che voi, con lungimiranza, guardate bene di mettere in discussione)… quanto dovremo aspettare perche’ possiate capire che di questo passo non andrete da nessuna parte?
    Il mondo e’ andato avanti, il sessantotto e’ passato, inutilmente, da tempo… ed i figli dei farmacisti e dei notai fanno appunto i farmacisti ed i notai, i libri si pagano cari, gli insegnati vengono pagati poco e sono per nulla motovati… in questa scuola, in questa Italia che vi ostinate inspiegabilmente a difendere.

    Sarei lieto di ricevere una risposta

    Luca Bergianti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *