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La notizia che il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, sarà tra i relatori
al congresso mondiale della famiglia, che si terrà a Verona tra il 29 e il 31
marzo, ci lascia sconcertati come docenti e come cittadini.
Le politiche omotransfobiche sostenute dall’iniziativa non sono estranee alla gestione del Miur: dagli opuscoli dell’Unar bloccati dal ministro Giannini alla continua,pervicace pressione oscurantista che tante associazioni di genitori, non sempre inascoltate,esercitano.
Il ministro di quella che dovrebbe essere scuola laica, pluralista, inclusiva e democratica – così come la configura la Carta Costituzionale – sarà in
ottima compagnia: dall’organizzatore del Family Day (“l’omosessualità è un
disturbo identitario”) allo strenuo difensore della famiglia naturale, il
ministro della Famiglia Attilio Fontana; immancabile, il vice premier, nonché ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
Nel programma e nei tavoli di lavoro tutta la più retriva, violenta retorica
conservatrice e discriminatoria, che ammanta di una luce sinistra la libera
espressione dell’identità sessuale, di interpretazione della vita privata e
consegna un’immagine di donna arcaica, disconoscendo i decenni di lotta che le donne di tutto il mondo hanno portato avanti per esigere la propria affermazione.
Il ministro Bussetti, attraverso questa inopportuna ma non sorprendente
partecipazione, disconosce la funzione costituzionale della scuola; che ha
l’obbligo di prospettare ai futuri cittadini un mondo in cui ciascuno abbia la possibilità di esprimere la propria individualità nel rispetto reciproco delle scelte e delle identità: emarginazione, primato della “normalità”,
caccia alle streghe, politiche oscurantiste, affermazione di una verità unica ed inappellabile non sono viatico per entrare nel mondo da donne e uomini liberi. E’ Bussetti il ministro della “scuola aperta a tutte/i”?

Comitato nazionale Lip Scuola, Associazione nazionale per la scuola della Repubblica, Comitato bolognese Scuola e Costituzione


1 Comment found

    comments user

    Miriam Abu Eideh

    Come docente, sono allarmata e disgustata. A scuola si cerca di creare un ambiente sereno e inclusivo, dove tutt* possano essere liberamente se stessi, sviluppando le proprie potenzialità e liberando i propri talenti, si cerca di contrastare ogni tipo di bullismo, si cerca di decostruire gli stereotipi di genere, e poi troviamo attorno a noi un mondo che, spesso, rema contro, vanificando tutto il lavoro fatto.

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