Nei giorni scorsi il Governo ha diffuso le sue linee guida per “La Buona scuola” e ha lanciato una consultazione pubblica telematica.Riteniamo che questa sia  un’operazione populista e poco trasparente, che non dà alcuna garanzia sull’autenticità dei risultati che verranno diffusi. A chi comunque intende partecipare alla consultazione del Governo facciamo questa proposta: utilizza lo spazio “commento rapido” per fare riferimento alla Lip (LEGGI il testo), ai suoi contenuti, ai suoi principi, chiedendo al contempo che venga messa in discussione in Parlamento.

O ancora più semplicemente scrivi:
#megliolalip  http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00801606.pdf

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CONFRONTO tra la Lip e la riforma Renzi

 

Scritto da: redazione

3 comments found

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    susanna fort

    La riforma renziana accoglie il peggio dei modelli europei. Non vuole produrre una scuola formativa, ne è aperta alla riflessione critica; cavalca invece modelli di apprendimento tecnici, mnemonici, irriflessi. Un invito a non far pensare gli studenti e contemporaneamente a risparmiare. Il messaggio è di tipo tardo liberista : meno scuola cooperativa, più mercato. E allora, largo all’ingresso dei privati, al superpotere dei dirigenti ( ma i superpoteri non davano anche grandi responsabilità?), alla competizione tra docenti. Mi pare che si vogliano trasformare i luoghi dell’apprendimento in arene gladiatorie in cui i docenti sgomiteranno per quattro soldi, gli studenti pure e senza un perché. Parlano di meritocrazia ma, a parte il fatto che è un termine fuorviante e un po’ sospetto, dov’è il merito per gli studenti nel risultare bravi risolutore di test? E dov’è il merito per gli insegnanti nel preparare pavlovianamente gli studenti agli stessi test? E che è che vogliono, una scuola “testicolare” ?

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    Ornella

    Sebbene non sia facile gestire il complesso mondo dell’istruzione, una riforma organica relativa alla scuola dovrebbe cercare di tenere in considerazione tutte le componenti coinvolte. La riforma renziana, nello specifico, afferma di voler eliminare il precariato. Il problema consiste nel fatto che il precariato non è costitutito solamente dai docenti delle graduatorie ad esaurimento che il governo vorrebbe assumere. Ci sono, infatti, anche migliaia di precari inseriti nelle graduatorie di istituto, al loro interno suddivise in due fasce. Secondo quanto prospettato dalle linee guida sulla buona scuola, gli abilitati della seconda fascia dovranno accontentarsi di poche supplenze e la terza verrà direttamente abolita. Perché tutto questo, dal momento che tali graduatorie sono state riaperte quest’anno e sono valide fino al 2017?
    Inoltre non è ben chiaro come verrà gestito l’organico funzionale. Non sarebbe meglio, secondo quanto prevede la Lip, utilizzarlo per la lotta alla dispersione e all’abbandono scolastico, per il sostegno all’integrazione degli alunni con disabilità, per l’alfabetizzazione degli alunni migranti? In questo modo si potrebbero lasciare le supplenze agli iscritti nelle graduatorie di istituto (anche perché le supplenze non sono prevedibili e potrebbero portare a un carico di lavoro eccesivo per docenti già impegnati nelle attività sopra elencate).

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    Daniela

    Un punto a mio avviso inquietante, ma che desta, a me sembra, poca attenzione, è quello che riguarda i finanziamenti pubblici e privati. Qualcuno mi dia una spiegazione logica del fatto che la scuola pubblica, che riceve dal gettito pubblico, debba auto-finanziarsi attingendo al mercato dei privati mentre la scuola privata è finanziata dallo Stato, dalle famiglie e può detassarsi.
    In ogni caso megliolaLIP !

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